Claude Starck, 1 novembre 2019

Sei un artista così espressivo e un maestro degli ornamenti.

Gabrielli, Bach. È come se un musicista del Settecento venisse da noi per dimostrare lo stile di quel tempo a Bologna. Libertà di immaginazione, espressione, agogismo, ma soprattutto giocosità nel senso degli ornamenti. Qui Bach non è il punto di partenza delle grandi opere per violoncello, qui è integrato ai suoi tempi. Soprattutto nella giustapposizione del ricercare di Gabrielli si sperimenta meravigliosamente il senso del tempo. Gli ornamenti conferiscono al Ricercare un forte valore espressivo. Sono come un vento fresco che soffia attraverso il CD. Il tutto è una grande esperienza musicale, che si distingue nettamente dalle interpretazioni precedenti. Il tuo stile Bach è avvincente, ancora e ancora sento il bisogno di sentire alcune frasi. Sono completamente preso dal senso di realismo che tu trasmetti.

Carlo Chiarappa, aprile 2019

Ho ascoltato con grande interesse il tuo CD Gabrielli-Bach e volevo dirti che mi è piaciuto moltissimo! Non solo la tua interpretazione, magistrale, ma anche l’idea dell’abbinamento dei due compositori. Deve essere stato un grandissimo lavoro e si sente la passione con cui hai realizzato questo sontuoso progetto!

Murcia, 30.04.2018

…dirigendo ( conducendo ) un piccolo gruppo di stupendi strumentisti, Musica Alchemia, fra i quali si è distinto magistralmente un favoloso violoncellista, Mauro Valli.

La sua esibizione solistica nel Concerto in sol maggiore di Vivaldi ci ha lasciato a bocca aperta per un livello virtuosistico, senz’altro equiparabile a quello della stessa Lina Tur.

Autentico, originale o filologico?

Il progressivo successo che ha accompagnato le esecuzioni con strumenti originali nel corso degli ultimi cinquant’anni, ha ragioni complesse anche se nello stesso tempo logiche.

Sono due i fattori principali che possono riassumere la riscoperta e il gradimento sempre maggiore della “musica antica”: comprensione semantica e utilizzo degli strumenti più idonei ad attuarla.

Ottavio Dantone, 25 marzo 2018